Concetti base dell’ HD
HDTV significa Hight Definition TeleVision (Televisione ad alta definizione) ed è un termine che in generale si riferisce alla visione televisiva di contenuti in alta definizione. Ma cosa significa alta definizione
Con questo termine (o il suo acronimo HD) si indica l’incremento della risoluzione del quadro video rispetto alla Standard Definition (SD) ovvero quella che siamo soliti vedere dal vecchio televisore a tubo catodico (in questo caso si parla di SDTV). L’immagine possiede più pixel e quindi è più grande.
Per fare un banale paragone, è come se scattassimo una foto da 5 megapixel e la stampassimo in due formati differenti: il classico 10x15 cm e un A4. Nel secondo caso saremmo in grado di apprezzare maggiori dettagli e in generale una qualità migliore. Non solo: potremmo utilizzare una cornice più grande, appenderla al muro e godere dell’immagine a qualche metro di distanza, riuscendo ancora a distinguere gli oggetti fotografati. Certo, la foto di origine è la stessa, ma la resa sui due supporti è differente. Un foglio A4 ha più superficie, per cui tutti i 5 megapixel troveranno posto sul foglio, mentre nel formato 10x15 la stampante (o il software di stampa) dovrà operare una scelta ed eliminare delle informazioni dall’immagine.
Per la televisione il concetto è simile: più è risoluto lo schermo e più le immagini visualizzabili potranno mantenere tutta l’informazioni nativa e quindi essere grandi e definite. Attenzione, abbiamo parlato di schermo "risoluto" e non "ampio". Il motivo è semplice: non è detto che uno schermo ampio (ovvero con diagonale di misura elevata come un 36 o un 42 pollici) sia anche più risoluto. Probabilmente la vostra Tv a tubo catodico è più ampia del vostro monitor del PC, ma se osservate bene il monitor ha una risoluzione più elevata, con una densità di punti/pixel maggiore. Per questo motivo una foto visualizzata su PC rende meglio che su televisore. Il televisore "scala" l’immagine per poterla visualizzare e quindi elimina informazioni.
Capito questo concetto risulta chiaro che per visualizzare correttamente immagini e video HD sia indispensabile avere un televisore con uno schermo più ampio e più risoluto del normale.
Andiamo un po’ più sul dettaglio.
Il segnale televisivo SD ha un suo formato piuttosto rigido (per noi italiani è il PAL). Nonostante sia analogico, e si distanzi quindi dal concetto comune di risoluzione in pixel, possiamo pensarlo composto da un quadro video di risoluzione pari a 720x576 pixel (circa 414.000 pixel totali), formato che si indica con la sigla 576i. La "i" sta per interlacciato poiché in realtà sulla TV non vengono visualizzati interi fotogrammi (come al cinema ad esempio) ma la successione di 2 semiquadri di ciascun fotogramma, uno composto dalle linee pari e l’altro da quelle dispari del fotogramma stesso. Questo "trucco" di inviare due semiquadri interlacciati per ciascun fotogramma consente di distribuire il segnale video in modo più equilibrato e regala maggiore fluidità alle immagini in movimento. D’altro canto può creare qualche problema di sfarfallio e nei fermi immagine.
Al contrario, una scansione progressiva consente la trasmissione e la visualizzazione di interi fotogrammi, con conseguente aumento della stabilità dell’immagine e della qualità generale di visione. Naturalmente il televisore deve essere in grado di supportare questa modalità di scansione e i vecchi televisori a tubo catodico non lo sono.
Guardando le specifiche dei formati previsti per l’alta definizione, ci si accorge subito della differenza rispetto alla SD. Gli standard sono due:
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720p: risoluzione 1280x720 pixel, progressivo
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1080i: risoluzione 1920x1080 pixel, interlacciato
L’uso dei numero è semplicemente una convenzione che ricorda già nel nome dello standard la risoluzione verticale del quadro video (un parametro molto importante per avere un’idea delle dimensioni del fotogramma!). Ma la differenza principale sta nel fatto che questi formati sono digitali, dalla nascita alla visualizzazione. Con tutti i vantaggi in qualità che ciò comporta.
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